21 grammi

21 grammi - LocandinaLa scorsa settimana mi è capitato di vedere 21 grammi. Mi è davvero dispiaciuto leggere recensioni come “trama poco originale” oppure “un promessa andata male”. E’ vero: la trama non è originale. Si tratta di tre storie all’inizio separate, che poi si intrecciano con un fatto drammatico. Il punto non è questo. Il punto è che il film è drammatico, shocckante, sia per come è divinamente girato (scene brevissime che saltano avanti e indietro nel tempo, telecamere usate a mano) sia per lo sviluppo della storia in se. E’ difficile spiegarlo, è un film da vedere e basta. Colpisce soprattutto il finale: una storia dura che potrebbe finire facilmente con un giudizio negativo sulla vita, eppure non è così. Lascia davvero una domanda aperta su di se.

Cosa sono questi 21 grammi? Per cosa vale la pena vivere? E’ questa la domanda con cui si conclude il film, non come una cosa in più, ma come apice di come si muovono i personaggi per tutto il film.

Conludo dicendo: guardatelo, ma va preso sul serio.

5 Responses to “21 grammi”


  1. 1 Daniz mercoledì, 4 luglio, 2007 alle 14:46

    Mah… a me non è piaciuto. E’ pesante e all’inizio ti spiazza del tutto…

  2. 2 Vincenzo mercoledì, 4 luglio, 2007 alle 14:50

    @Daniz
    A me sembra che il fatto che sia spiazzante sia un pregio. Inoltre io direi “duro” non “pesante”…

  3. 3 Digra domenica, 8 luglio, 2007 alle 14:38

    Per me uno dei migliori film degli ultimi anni, fotografia, musica ed attori eccezionali, sopratutto Sean Penn.
    21 Grammi è il secondo film di Alejandro González Iñárritu, che insieme a Amores Perros (I) e Babel (III) formano una sorta di trilogia. Se ti è piaciuto questo film consiglio sicuramente di vedere anche gli altri due, non rimarrai affatto deluso.🙂

  4. 4 Vincenzo domenica, 8 luglio, 2007 alle 15:04

    @Digra
    Ti ringrazio per le preziose informazioni. Noleggerò gli altri due questa estate. Troverai sicuramente una breve recensione sul mio blog.


  1. 1 Un anno di blogging -- viklog Trackback su venerdì, 4 luglio, 2008 alle 13:19

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